Ciao a tutti!
Ho creato questo blog perchè possiate aiutarmi con la mia tesi(na) di laurea... l'argomento che tratto è l'identità all'interno delle chat line.
La chat ci permette di comunicare da dietro uno schermo, quindi ci dà la possibilità di sfuggire ai limiti imposti dal nostro corpo; possiamo interagire senza mostrare il nostro volto, la nostra età, possiamo fingere di essere maschi pur essendo femmine e viceversa; ci consente di impostare un gioco in cui le sole regole valide le creiamo noi utilizzatori.
Ho semplicemente bisogno delle vostre opinioni in proposito.
Nell'interazione in chat una certa percentuale di metamorfosi fa parte del gioco?
E' lecito sentirsi feriti nel momento in cui scopriamo che l'identità virtuale dei nostri interlocutori non corrisponde alla loro identità reale?
L'anonimato ci rende più disinibiti?
In chat è il solo contenuto della comunicazione a rendere interessanti gli interlocutori...
Vi ho fornito qualche spunto di riflessione, ma siete liberi di dirmi tutto ciò che volete in proposito, magari anche attraverso le vostre esperienze.
Grazie!!!!
:-)
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15 commenti:
Ciao
non sono un utente assiduo delle chat ma tempo fa lo sono stato.
Era divertente e curioso conoscere con uno schiocco di dita quanta gente volessi;ma confesso che è stato particolarmente deludente dare poi un volto ed un'anima reale alle persone che ho conosciuto nella rete.
quando chatto io parto dal presupposto che non conoscerò mai le persone con cui parlo se non vorrò farlo, e questo mi lascia più libera...
io si, mi sento più disinibita, in un certo senso mi sento più me stessa anche se sono diversa rispetto a quella che sono nella vita di tutti i giorni. Forse è una contraddizione, ma in chat posso essere tutto quello che voglio, non c'è nessuno che mi giudica nella realtà.
Il virtuale sta prendendo sempre più piede, sovrapponendosi e, ahimè, sostituendosi al reale. Basti pensare al "fenomeno" Secondlife, che diventa una Firstlife per molti, con tanto di business dai soldi reali. E' lecito quindi attendersi una sovrapposizione tra l'incontro virtuale e quello reale. Chi entra in chat e "conosce" delle persone, giocoforza le idealizza, non necessariamente come partner ideali, creandosi quindi aspettative, che fintantochè si rimane dietro ad un monitor non verranno mai deluse. Quando però la curiosità spinge gli interlocutori a uscire dal virtuale e incontrarsi nel mondo reale ci si scontra con il confronto immagine idealizzata-vera identità. E qui iniziano i guai. Si conosce davvero una persona chattando o incontrandola dal vivo? La perdita di inibizioni/timidezze/censure che dà l'anonimato del monitor fa uscire la vera personalità dell'interlocutore o è proprio la possibilità di alterare la propria identità che ne aliena le caratteristiche?
E poi la delusione post-conoscenza della reale identità è data più dall'alienazione, più o meno volontaria, della personalità dell'interlocutore o dalla nostra idealizzazione dello stesso?
Ma soprattutto se l'arcivescovo di costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, lo farebbe via mail?
Ciao a tutti.
Oramai dalle chat ci passiamo un po' tutti, io credo sia una fase. Se rimane tale oppure una sporadica parentesi nella nostra vita lo trovo anche salutare, ci permette di essere creativi, liberi e spesso più veri di quanto i tabù e i canoni del reale ci permettono di essere. Nelle chat la personalità si crea e si modella a nostro piacimento, in base all’ispirazione del momento, può essere un buon modo per riprendere il contatto con parti di noi che spesso dimentichiamo e la fantasia può farci creare mondi differenti, più congeniali a noi stessi. Come tutte le cose, però, portata agli estremi ci può rendere falsi, possiamo fare soffrire delle persone che credono nelle nostre parole e che poi scoprono l’inganno ma può anche far soffrire noi stessi quando l’altro che ci aspettiamo non è reale, quando i nostri sogni aspettative vengono delusi.
Credo che le chat siano un oggetto da maneggiare con cura, trovare il giusto equilibrio per non demonizzarle ne esaltarle troppo, probabilmente ciò è possibile se ci sentiamo in armonia con noi stessi, senza il desiderio di fingere e abbastanza forti da poter confidare negli altri.
Ciao,
io nella mia tesi di laurea parlerò di identità virtuali.
Se vuoi, potremmo scambiarci qualche dritta.
scrivimi a hey1234@virgilio.it.
Ho frequentato chat per qualche mese dieci anni fa, quando erano una novità assoluta quanto lo era internet stesso. Era uno strumento che mi incuriosiva, mi affascinava "parlare" con persone che vivevano all'estero e che non conoscevo, se non per le parole che ci scrivevamo e per l'idea che ci eravamo fatti gli uni degli altri... Un po' per quello strano principio per cui è più facile aprirsi ad un estraneo conosciuto in un viaggio in treno piuttosto che a persone con cui hai contatti quotidiani, capitava che parlassimo di cose molto profonde e intime, come fossimo un diario reciproco in cui racchiudere confidenze... con il vantaggio di poter avere una risposta e un confronto però! E' stata una bella esperienza che si è conclusa perchè soprafatta dalla vita reale... e non mi è più capitato di conoscere persone tramite chat perchè le poche volte che in seguito ho provato a ri-frequentarle, tutto era cambiato... la diffusione di internet ha fatto sì che diventassero uno strumento maneggiato in modo squallido da troppi e non ho trovato nessun piacere a iniziare una conversazione con chi, come prima domanda, mi chiedeva: "Sei m o f?".
Riflettendo sulla mia esperienza, quindi, arrivo alla conclusione di non aver mai finto in chat, di aver sempre portato la mia vera identità e persino il mio vero nome (forse perchè già molto simile a un nickname!).
Io credo che indipendentemente dalle chat, non esistiamo in 1 solo modo. Non esiste 1 nostra unica identità. Noi variamo in corrispondenza di 1 serie di situazioni dfferenti. Noi variamo in relazione al tipo di persone che frequentiamo in 1 dato momento. Si, probabilmente esteticamente siamo sempre uguali, ma cambiamo molto in base alle persone con cui ci troviamo, in base alle loro osservazioni positive o negative su di noi. Quindi potenzialmente abbiamo 1 identità per ogni contesto in cui ci troviamo a vivere,(o forse è meglio dire per ogni gruppo di persone che frequentiamo) sia esso reale o virtuale. Quindi io non me la prenderei se scoprissi che la persona che ho conosciuto in chat, nella realtà è diversa, anzi, me lo aspetterei. Dalla mia esperienza di chat, posso dire che chi decide di incontrare dal vivo gli amici conosciuti in chat, descrive il proprio fisico per come è nella realtà, altrimenti perchè mostrarsi? Del resto, se non si incontrano dal vivo i nostri interlocutori, cosa ci cambia sapere che chi si descrive uomo in realtà è donna o viceversa?????? A mio avviso non cambia proprio nulla, quella persona è ciò che si è scritto di essere, che corrisponda o meno alla sua identità reale, a noi cosa interessa?????
Io non parlerei di identità multiple ma di adattamento in base a certe caratteristiche peculiari di sè stessi. Possiamo cambiare alcune nostre caratteristiche secondarie a seconda del contesto ma non la personalità in toto. A 15 anni ci si aliena completamente a seconda del "gruppo", crescendo ci si adegua ma la personalità non si rivoluziona drasticamente.
Per quanto riguarda il prendersela o meno non c'è differenza tra virtuale e reale; se chatto parlando del tempo, di musica e di lavoro allora se l'interlocutore sia X Y o Z non mi cambia granchè, viceversa se i discorsi si fanno personali allora il cambio d'identità può essere rilevante.
Se con una persona mi trovo bene, ma poi scopro che in qualche modo "mi tradisce", dovrei incazzarmi perchè non è stata sincera o apprezzarla perchè comunque "fingendo" mi ha fatto stare bene?
Non credo che tu abbia il diritto di incazzarti. Chattando 6 entrato in un mondo in cui (grazie ai sistemi di chat) è possibile avere + di 1 nickname, e quindi + di 1 identità; se accetti di entrare in questo mondo, devi anche accettare l'idea che qualcuno non sia nella realtà quello che è in chat. Il problema non è che qualcuno finge di essere femmina pur essendo maschio, il problema è scoprirlo. Tu dici: ma se scopro che nella vita reale la mia fidanzata mi mette le corna, ho tutto il diritto di incazzarmi anche se fino al giorno del tradimento mi ha fatto stare bene, e in chat non è così? secondo me no, proprio perchè come dicevo 6 entrato in 1 mondo che è diverso da quello reale, dove si sa che si può essere diversi da ciò che si dice di essere.
Partendo dal presupposto che in chat si possa essere brad pitt o quasimodo allo stesso modo si parla di tempo, motori, sport, ragazze, lavoro, scuola. Se la conversazione entra nel personale è perchè ho ritenuto il relatore abbastanza serio da aprirmici (cosa che personalmente non facevo quasi mai), e per serio intendo dire abbastanza conscio di sè da non dover fingere di essere altri, vuoi per passare un pomeriggio scherzoso, vuoi perchè il suo ego non lo soddisfa. L'aprirmi verso una persona che si ritiene così poco interessante da fingere di essere un'altra mi farebbe incazzare, più con me stesso che con lui in realtà.
Parto dall'ultima domanda del post: L'anonimato ci rende più disinibiti? Secondo me sì e non solo l'anonimato...mi spiego:
Ciò che conta a mio parere nel "relazionarsi" attraverso internet (e nel caso specifico attraverso una chat) è la DISTANZA.
...e la distanza dai nostri interlocutori ci rende più disinibiti.
Il passare progressivamente dall'anonimato, all'avere un nickname che molte delle persone della chat possono identificare con la "tua persona", all'avere una foto o addirittura il fatto di conoscere di persona il nostro interlocutore...fino ad arrivare al fatto che la persona che incontriamo in chat sia il nostro migliore amico...non modifica questa distanza.
Non ci impedisce quindi di dire ciò che pensiamo...o di dire ciò che non pensiamo! Siamo ben lontani da ogni possibile reazione...e dall'eventuale paura di quest'ultima...
...disinibiti dunque nell'interazione in chat...e percentualmente quanto diversi da noi stessi in un altra situazione? quanto la metamorfosi fa parte del gioco?
a mio parere poco...o meglio non più di quanto lo faccia già parte nella vita reale!
Prendete me per esempio...sono insicuro si vede? lo capirete dall'ora in cui finirò di scrivere questo commento...scrivo...cancello...riscrivo...potrei fingere sì...ma sarebbe per gioco...durerebbe poco...
...non cambiamo noi stessi davanti ad un monitor...riusciamo solo ad esprimenrci in una maniera diversa...abbiamo qualche freno in meno...e qualche limite in più...disinibiti sì ma non diversi...se fingiamo e facciamo soffrire un'altra persona...questa eventuale sofferenza...è diversa ai nostri occhi solo perchè è una sofferenza DISTANTE?
E' lecito sentirsi feriti?
...
E' giusto? E' sbagliato?
...
Ciò che è giusto o sbagliato cambia per noi solo perchè utilizziamo un mezzo diverso per comunicare...solo perchè con la chat siamo più protetti? solo perchè siamo più disinibiti? solo perchè possiamo essere ciò che non siamo in realta?
Ciò che è giusto per noi rimane e viene fuori dalle nostre parole...casomai lo amplifichiamo...sarà lo stesso suono però!
...è l'uso che se ne fa che è diverso...tanto da distinguere in chat come nella realtà le persone giuste da quelle sbagliate...interessanti da non interessanti...poi come nella vita...nel distinguere tra bene e male a volte facciamo un pò di confusione!
E quando capiamo che ciò che era interessante non lo è veramente...ciò che credevamo vero in realta si rivela falso...con noi o col nostro interlocutore...un pò (come avete detto voi) ci incazziamo! Se ci sentiamo feriti che male c'è...
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